Favole



L'uccello d'oro


C‘era una volta una giovane principessa che viveva insieme ai suoi genitori nel bellissimo palazzo nel mezzo del grande bosco di Ficuzza. Aveva tutto per essere felice. Sembra che abbia avuto il giardino più bello che potesse esistere, dove lei passava il tempo in cerca di fiori e piante rare, mentre uccelli esotici volavano da albero ad albero e cantavano per lei. Di tanto in tanto si sedeva all'ombra di un albero e cantava canzoni bellissime piene di nostalgia. A volte era triste. Si sentiva sola e avrebbe voluto molto volentieri conoscere un principe.
Un giorno, mentre proprio si asciugava le lacrime dagli occhi, le apparve una fata.
- Perché piangi bella e giovane principessa? - Chiese la fata.
- Ho la nostalgia di conoscere un principe giovane e bello. - Rispose la principessa.
- Questo è difficile, anzi, molto difficile, ma forse ti potrò lo stesso aiutare a trovare il principe giusto.
- Ma come? - Chiese la principessa curiosa.
- Ti do quest'uccello d'oro con una collana da portare al collo. Solo tu e il tuo principe sentirete come canta. Quel principe che può cantare il motivo che canta l'uccello, sarà il tuo principe.
- Oh, tu cara fata, adesso sono così felice perché sono certa che tra poco conoscerò il mio principe. Ti ringrazio tanto.
Molto eccitata, andò in casa e raccontò a sua madre tutto quello che era accaduto.
- Inviteremo tutti i principi del vicinato a una grossa festa e il tuo principe sarà certamente anche presente. In breve tempo, la madre della principessa invitò venticinque principi ed era certa che uno di loro sarebbe stato il principe di sua figlia.
Era una grande festa e molte persone vennero al castello, ma solo i principi potevano entrare. Molti altri sono rimasti fuori in giardino.
Nessuno sapeva il motivo dell'invito, solo la principessa e naturalmente i suoi genitori lo sapeva. Per prima si è ballato. La principessa voleva ballare con tutti i principi per conoscerli.
Nel giardino passeggiava il popolo. Contadini e artigiani ammiravano le tante piante e i tanti fiori mentre il canto degli uccelli invitava tutti a cantare. Uno dei passanti fu così affascinato e attratto dal canto di un uccello che, andando a casa, ne cantò il motivo per tutta la strada.
Nel frattempo, la principessa aveva preso in mano l'uccello d'oro e davanti all'assemblea dei principi, lo alzò in alto e disse:
- Il principe che è in grado di cantare il motivo di quest'uccello diventerà il mio principe.
Si fece silenzio. Dopo un po' di tempo, schernì uno dei principi:
- Mi scusi, principessa. Lei ci vuole prendere in giro. Il suo uccello d'oro non può cantare.
- Ma io sento come canta, e se io lo sento, lo sentirebbe anche lei, se lei fosse il mio principe.
Ripetutamente la principessa sollevò con le mani l'uccello d'oro camminando attraverso le file dei molti principi, ma nessuno cantò il motivo dell'uccello d'oro. Uno dopo l'altro i principi si licenziarono tutti fino a quando la principessa e i suoi genitori delusi restarono soli.
- Mamma, perché non c'era il mio principe? Li hai invitati tutti? O forse io non sono così bella e il mio principe non voleva cantare?
Domande su domande. La principessa era molto infelice.
Il giorno dopo, andò di nuovo in giardino e infelice si sedette ancora una volta sotto l'ombra di un albero. Ben presto le apparve la sua amata fata.
- Perché sei triste?
- Mia madre ha invitato venticinque principi e nessuno di loro è stato capace di cantare il motivo dell'uccello d'oro. Fata, sei sicura che il mio principe possa davvero sentire cantare l'uccello d'oro?
- Certo, - rispose la fata - devi avere pazienza. Un giorno incontrerai il tuo principe, questo lo so.
Era già passato un anno, quando la madre della principessa ha iniziato a fare i preparativi per una festa ancora più grande. Voleva finalmente vedere felice sua figlia e voleva invitare altri principi che abitavano più lontano.
La principessa andava ogni giorno nel giardino a vedere come le piante e i fiori crescevano.
Un giorno sentì, al di fuori del muro del giardino, qualcuno cantare il motivo dell'uccello d'oro.
Più velocemente possibile, corse alla porta del giardino, la aprì e corse fuori.
Non c'era nessuno che sembrasse un principe.
Un giovane passante le venne incontro.
- Salve, giovane signore, ha incontrato per caso un principe?
- No, non ho incontrato nessuno - rispose il giovane passante, meravigliato e impressionato dalla bellezza della principessa.
- Per favore, mi aiuti a trovarlo, non deve essere lontano.
- Che cosa posso fare per lei? Lei è così bella che farei tutto quello che vuole - rispose il giovane.
- Lei lo deve trovare. Quello è il mio principe.
- Che aspetto ha questo suo principe? - Chiese il giovane.
- Non lo so, ma so che quello è il mio principe.
- Mi scusi, mia cara principessa, come possiamo trovarlo, se lei non conosce.
- Non glielo posso dire, ma forse lo troviamo lo stesso.
- Beh, se viene con me a cavallo, lo cerchiamo.
- Si, volentieri, lei è così gentile.
Il cavallo era legato sotto un albero non lontano dal muro. Il giovane salì sul cavallo e tirò la principessa in groppa, alle sue spalle.
- Si tenga forte - disse il giovane e galopparono via. Dopo tanto cercare, non trovarono il principe. Stanchi, arrivarono a una piccola casa di campagna.
- Questo è il mio palazzo - disse il giovane sorridente.
- Come, lei vive qui, in questa piccola casa?
- Sì. Ho tutto quello che mi bisogna e sono molto felice. Venga, gliela faccio vedere.
Scesero da cavallo ed entrarono.
Qualcosa del genere la principessa non l'aveva mai vista.
Era solo un piccolo vano, ma c'era tutto: un lettino, un tavolo, un camino, uno sgabello di legno, alcuni bicchieri e piatti di terracotta, una candela a olio e altri oggetti.
- Ha sete, principessa? Le vado a prendere un bicchiere d'acqua.
- Sì, volentieri - rispose la principessa.
Il giovane prese un bicchiere e scomparve dietro la casa per andare a prendere l'acqua alla fontana.
Per la gioia della conoscenza con la principessa, questi cominciò a fischiare. La principessa svenne quasi: quello era il motivo dell'uccello d'oro.
Quel giovane contadino era dunque il principe che lei cercava. Non sapeva quello che doveva fare. Uscì di corsa, montò sul cavallo e galoppò via.
- Eh, quello è il mio cavallo. - Le gridò il giovane dietro. Ma la principessa era già via.
Quando arrivò al palazzo, la madre la aspettava da qualche tempo.
- Dove sei stata? Che cosa è successo? Perché piangi?
- Non è successo nulla, mamma. Mi sento un po' stanca e voglio riposarmi.
Con queste parole, andò nella sua camera, chiuse la porta e pianse a lungo.
Avrebbe voluto raccontare tutto a sua madre, ma aveva paura. Voleva avere un po' di tempo per riflettere. Certo che il ragazzo era bellissimo, ma era povero. Suo padre non avrebbe mai permesso un fidanzamento e anche sua madre sarebbe stata certamente contraria. Quando le apparse la fata, sedeva infelice di nuovo all'ombra di un albero nel giardino.
- Perché sei così triste, - chiese questa.
- Il mio principe è un povero contadino. Sei sicura che quello che canta il motivo dell'uccello d'oro è il mio
principe?
- Certissima, e con lui sarai la principessa più felice del mondo - disse e sparì.
Dopo averci pensato molto, la principessa decise di parlare con la mamma.
- Mamma, io conosco il mio principe, - disse con voce piangente e prima che potesse continuare, interruppe la madre:
- Meraviglioso, bambina mia. Sono tanto felice per te e anche tuo padre sarà orgoglioso del tuo principe. Come si chiama? Chi è? Dove abita? È bello? È alto?
- Mamma, interruppe la principessa - il mio principe è un povero contadino.
Alla madre le si fermò quasi il fiato.
- Che cosa hai detto?
La principessa ripeté che il suo principe era un povero contadino, poi la mamma svenne davvero.
Quando lei tornò in se, sua figlia raccontò tutto quello che era accaduto.
- Gli hai rubato il cavallo!
- Volevo solo fuggire, - interruppe la principessa.
- Dov'è il cavallo?
- Nella stalla, - rispose la principessa.
- Lasciagli portare il cavallo indietro, noi non rubiamo cavalli. Il tuo contadino però non deve essere poi così povero se possiede un cavallo - disse la madre.
La principessa era molto curiosa e voleva rivedere il giovane contadino ancora una volta, tanto lui non sapeva che era il principe che lei cercava.
Si fece coraggio e galoppò via con il suo cavallo e quello del giovane che teneva alla briglia.
Quando si trovò vicino a Cefalà, il cavallo s'impennò, la principessa cadde a terra e restò priva di sensi.
Quando rinvenne, sentì cantare insieme l'uccello d'oro e il giovane.
Aprì gli occhi. Era distesa su un letto in una stanza bellissima. Il giovane era seduto sul bordo del suo letto e aspettava che lei aprisse gli occhi.
Si meravigliò tanto, quando si accorse che quel giovane non era un contadino ma un principe bellissimo.
- Lei non è un povero contadino.
- No, no. Sono il principe Massimo di Chiarastella. La casetta in campagna è il mio rifugio, disse il principe ridendo, - e lei chi è? - Chiese il principe.
- Io sono principessa Alice di Ficuzza.
La principessa si alzò e volle sapere come mai si trovasse in quella stanza.
Il principe le raccontò che l'aveva trovato a terra priva di sensi e per questo l'aveva portato in casa.
Si sono subito innamorati e quando il principe le chiese se volesse diventare la sua principessa, lei gli disse:
- Chi riesce a cantare il motivo del mio uccello d'oro, quello sarà il mio principe.
Subito l'uccello d'oro cominciò a cantare e il principe Massimo cantò insieme.
Su un cavallo cavalcarono insieme al Palazzo della principessa Alice di Ficuzza per raccontare ai suoi genitori della loro felicità.



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